Quello che non ho detto è un viaggio tutto al femminile che, insinuandosi tra nomi di donne, riporta al presente la sofferenza soffocante di un ricordo che non si stacca dalla mente. Un viaggio dentro il quale ci si ritrova e ci si perde con un ritmo frenetico che non lascia neppure il tempo di capire il susseguirsi degli avvenimenti. Un viaggio senza nome che non ha ritorno. Tutto nasce dal labirinto di un pensiero e diventa immortale certezza di sopravvivenza. Lei, frutto della fantasia, esiste nella realtà di un'altra vita.





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